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Pablo Picasso, ragazzo con cavallo

 

Tre cavalli di Erri De Luca è un testo che arriva al cuore, parla di un giardiniere, che comunica con le piante e chiede loro dove vogliono essere piantate, parla di amore e di solidarietà. La vita umana è lunga quanto la somma della vita di tre cavalli: tre anni una siepe, tre siepi un cane, tre cani un cavallo, tre cavalli un uomo (da una filastrocca dell'Appennino emiliano). Il protagonista del racconto si trova alla fine della seconda, quando sembra aver trovato la quiete nel lavorare in un giardino di un amico.

E' un libro che racconta la gioia di vivere nel presente, di godere dei piccoli regali che la vita ci offre quotidianamente, con i ricordi del passato del protagonista che irrompono continuamente. Il passato del protagonista è l'Argentina, che fa ormai parte di lui e ne porta ancora le ferite, un ricordo della donna amata conosciuta in montagna, mentre saliva il secondo pilastro della Tofana di Rozes: "Io sto faccia alla roccia e sto scavalcando il secondo tetto. Quando gli pianto un piede sopra Dvora grida il suo saluto, limpido più del mezzogiorno: "Olè". La voce mi piglia alle spalle e io la riconosco, è lei la mia assegnata, lo so subito e mi pare di saperlo da prima che non è una faccia, ma una voce il sogno che aspetto....E mi levo il fazzoletto dal collo e lo sbatto mentre sto ancora in linea di strapiombo e non importa se l'altro braccio soffre a reggere per due e a non salutare. E poi lancio in aria il fazzoletto rosso e quello plana e precipita come un'ala colpita. E grido anch'io olè e il compagno di cordata strilla di sbrigarmi a arrivare ad un ancoraggio, ma io so dire e fare solo olè per un minuto e poi grido il nome del rifugio da dove si scende di ritorno dalle scalate."

Il presente sono un giardino da curare, una donna della quale si innamora, un africano che legge il futuro nella cenere, e spiega al protagonista che "tu curi gli alberi e loro ti amano, queste sono le parole per te, le loro ultime..." Il presente è fatto anche di libri, solo libri usati, perché "...le pagine molto sfogliate e unte dalle dita pesano di più negli occhi, perché ogni copia di libro può appartenere a molte vite e i libri dovrebbero stare incustoditi nei posti pubblici e spostarsi insieme ai passanti che se li portano dietro per un poco e dovrebbero morire come loro, consumati dai malanni, infetti, affogati giù da un ponte insieme ai suicidi, ficcati in una stufa d'inverno, strappati dai bambini per farne barchette, insomma ovunque dovrebbero morire tranne che di noia e di proprietà privata, condannati a vita in uno scaffale."

Tre cavalli è un libro stupendo, che ho letto tutto d'un fiato. Il ritmo di lettura a volte accelera a volte si acquieta davanti ad un caffè preparato all'aperto in un giardino, dove il protagonista trova il suo equilibrio e vive in armonia: " Pianto alberi e parlo con loro, zappo terra e ricordo nomi" e "Speciale è solo vivere, guardarsi di sera il palmo di mano e sapere che domani torna fresco di nuovo, che il sarto della notte cuce pelle, rammenda calli, rabbercia gli strappi e sgonfia la fatica."

 

 

L'immagine di copertina è un dettaglio del dipinto di Pablo Picasso, ragazzo con cavallo, 1906.